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Salute e Sanità
20.08.21 - 11:380

Santa Chiara, tra presente e futuro parla Camponovo: "Punteremo sui settori in cui è già forte. Nel 2022 vogliamo chiudere in pareggio"

Negli ultimi anni la clinica locarnese ha visto costi e ricavi non in equilibrio e ciò ha portato a perdite annuali. Ma il fallimento è scongiurato. C'è personale in esubero che potrà essere riassorbito grazie alla Moncucco

LOCARNO - La Santa Chiara è una clinica con un andamento economico negli ultimi anni negativo. Questa è la situazione che la Clinica Moncucco, che ha acquisito la struttura, ha trovato. Ne parla a La Regione Christian Camponovo, direttore della Clinica Luganese Moncucco e oggi amministratore delegato (con compiti operativi) della Santa Chiara.

"I problemi sono sostanzialmente due: costi e ricavi non sono in equilibrio e la clinica non è più in grado di far fronte alle spese; poi c’è la questione della liquidità, consumata in passato per far fronte ai disavanzi. Quello che abbiamo fatto fin da subito è stato immetterne senza porre condizioni, con un credito postergato. Altra liquidità bisognerà iniettarla nel prossimo futuro. Stiamo decidendo come farlo e in che misura. Questo è un passaggio essenziale, così come lo sono pagare i fornitori che sono stati a lungo in attesa e garantire il versamento regolare dei salari. L’altra operazione da fare, e ci stiamo lavorando, è la ricerca di un equilibrio tra costi e ricavi".

Non parla ancora di licenziamenti, pur ammettendo che esistono degli esuberi. "Il vantaggio è che la Santa Chiara, con i suoi circa 200 dipendenti, può ora appoggiarsi su una realtà più grande come la Clinica Moncucco, che ne conta circa 800. Visto il turnover, esiste una certa possibilità di assorbire eventuali esuberi. Si tratta di trovare soluzioni adeguate, e farlo secondo il “modello Moncucco”, che è quello di investire sulle persone e cercare di mettere ognuno al posto che gli è più confacente".

Il fallimento, spiega, parrebbe essere scongiurato. L'obiettivo del 2022 è arrivare a chiudere in pareggio. Ma su che cosa punterà la clinica? "In linea generale dovrà tornare a essere un’ottima alternativa all’ospedale pubblico per il Sopraceneri. Questo significa che dovrà continuare a garantire delle buone cure nelle specialità generali come la chirurgia e la medicina interna, dove si concentra il grosso delle attività", oltre a portare avanti settori in cui è già forte, come ginecologia-ostetricia, ortopedia e chirurgia della colonna vertebrale.

Camponovo non esclude nemmeno che Swiss Medical Network possa un giorno entrare nella clinica con ruoli a livello dirigenziale e dal punto di vista operativo. Per ora tra i due gruppi ci sono state polemiche e divergenze:  se sarà il caso, "bisognerà sedersi al tavolo in condizioni un po’ più serene di quelle recenti, perché di collaborazione si può discutere solo se ci si libera dai residui del passato. La forma di un’eventuale collaborazione non è chiara né definibile, ma ci sarà la possibilità di valutarla. Lo stesso discorso vale per l’ente pubblico".

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