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Elezioni federali 2019
10.09.19 - 07:470
Aggiornamento : 08:52

Ferrara a Scacchi: "In nome di cosa si permette di classificarmi di destra?"

Puntuta replica della candidata al Nazionale PLR all'ex sindaco di Locarno: "Davvero pensa che il vero problema odierno della cultura politica liberale siano la destra o la sinistra?"

LOCARNO - Il sostegno all’alleanza di sinistra da parte di Diego Scacchi, ha creato parecchio trambusto all’interno del PLR. L’ex sindaco di Locarno liberale radicale, in un contributo pubblicato ieri sulla Regione, ha annunciato che alle prossime elezioni federali sosterrà, sia al Nazionale che agli Stati, le liste e i candidati dell’area rossoverde. Ma oltre a questo endorsment, Scacchi non ha risparmiato una serie di dure critiche al suo (ex?) partito, accusato di essersi spostato completamente a destra e di aver rinunciato al valore della laicità per via della congiunzione con il PPD.

Oggi, sempre dalle colonne del quotidiano bellinzonese, gli ha risposto Natalia Ferrara: “Con tutto il rispetto verso il sindaco Plr di Locarno dal 1979 al 1996 - scrive la candidata al Nazionale - la sua argomentazione è sostanzialmente dogmatica. Usata però, colmo dei colmi, in nome di una prospettiva liberale progressista che antidogmatica dovrebbe essere per definizione. Siamo infatti davanti a una sorta di scomunica laica, pronunciata con bella indifferenza verso la realtà politica del Plr e accompagnata da una benedizione dell’alleanza tra Ps, Verdi e Sinistra alternativa”.

“Quali le ragioni di tanta condanna dei liberali? - argomenta ancora la deputata PLR - Avere essi operato scelte “fondamentalmente conservative”, “senza valide proposte per un sensibile rinnovo della società e (….) con una “conduzione marcatamente pragmatica e priva di progetti a lungo termine”. Il tutto, per il Plr, sullo sfondo di un “deciso spostamento a destra”, di una “perdita di valori” e di una lista per il Consiglio nazionale “chiaramente di destra”. Di cosa stiamo parlando e di chi? Su quella lista ci sono anche io e vorrei chiedere a Scacchi in nome di cosa si permetta di classificarmi di destra. Perché difendo i dipendenti delle banche? Perché mi batto per la parità salariale tra uomini e donne e contro ogni maschilismo, populismo, sessismo e intimidazione verbale in politica? Perché vengo attaccata da anni siccome ho anche il passaporto dei miei genitori italiani e sarei quindi una “svizzera di carta” che disturba i patrioti veri?”.

“Ma tutto questo - termina Natalia Ferrara - non è la cosa più importante, e neppure è centrale che Scacchi non dica (perché non ci sono e non può quindi menzionarle) quali sarebbero le tracce politiche concrete del “deciso spostamento a destra” del Plr ticinese. (…) Davvero pensa Scacchi che il vero problema odierno della cultura politica liberale (e di chi la difende nelle istituzioni) siano la destra o la sinistra nel senso tradizionale del termine, come, per semplificare, è stato il caso fino alla caduta del muro di Berlino? Non sono forse oggi i populismi, i sovranismi, i nazionalismi, gli scandalismi e i moralismi i veri e possenti nemici del liberalismo, in ogni sua sensibilità, economicista o sociale che sia? E non sono essi trasversali agli assi tradizionali destrasinistra, come ci mostrano gli esempi italiani, francesi o spagnoli?”.

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