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Cronaca
07.12.23 - 11:160

Uccidere cuccioli di lupo: per il Gruppo Uomo e Biodiversità una decisione antiscientifica e antidemocratica

"Parte della politica ha diffuso false informazioni di pericolosità sul conto del predatore. Ricordiamoci che nel 1800 l’avidità umana, associata a una grande ignoranza, aveva portato all’eradicazione dal nostro territorio di molte specie animali…"

Il Gruppo Uomo e Biodiversità del Canton Ticino dice con fermezza No alla nuova ordinanza sulla caccia che permette di uccidere cuccioli e giovani esemplari di lupo in Svizzera. Sono molteplici le Associazioni, elvetiche e internazionali, che stanno aderendo alla protesta cercando di far pressione su quei gruppi che possono contrastare e fermare le decisioni di abbattimento. In un comunicato stampa il Gruppo spiega le ragioni per cui è contrario a quello che ritiene un massacro antiscientifico e antidemocratico.

“Dal primo dicembre di quest’anno in Svizzera è in corso un vergognoso danno ecologico e intellettuale senza precedenti per il nostro Paese.

Perché tutto ciò è vergognoso?

Perché dimostra che non abbiamo ancora imparato dagli errori che abbiamo commesso in passato

Ricordiamoci che nel 1800 l’avidità umana associata a una grande ignoranza aveva portato all’eradicazione dal nostro territorio molte specie animali, assieme ai grandi predatori anche gli ungulati erano completamente spariti a suon di fucili (cervo, stambecco ecc). Il gipeto anche lui è stato una vittima della falsa informazione (ritenuto ingiustamente un predatore di agnelli e di bambini) ma solo oggi ci si è resi conto che è completamente inoffensivo e si ciba unicamente di carcasse (è un utile spazzino essenziale per l’ecosistema).

La Scienza è stata completamente ignorata

Specialisti, biologi da tutto il mondo hanno avvisato che questa decisione della politica Svizzera è completamente insensata e che le ricerche fatte nel corso di svariati decenni (di uno degli animali più studiati al mondo) hanno portato tutte alla conclusione che l’uccisione non serve a nulla per mitigare la problematica delle predazioni degli animali da reddito. Anzi, questo approccio porta solo ad un ulteriore peggioramento della situazione. (…)

L’ultima pubblicazione scientifica in merito a quanto sia totalmente inutile questo massacro è stata resa pubblica quest’anno sulla rivista ‘Conservation Letters’”.

Questa ricerca ha analizzato gli effetti degli abbattimenti dei lupi sull’andamento delle predazioni di bestiame in Slovacchia nel periodo dal 2014 al 2019 e non ha osservato alcuna correlazione tra il numero di lupi abbattuti e le perdite di bestiame registrate: praticamente non si è evidenziata alcuna variazione nel tempo del numero di capi d’allevamento predati nelle zone in cui venivano fatti gli abbattimenti e non sono state trovate differenze nel numero di capi predati rispetto alle zone controllate, nelle quali i lupi non venivano cacciati. In Slovacchia le quote di abbattimento dei lupi erano state definite su scala nazionale e regionale, pertanto, non miravano a specifici hotspots in cui si erano registrati danni elevati agli allevamenti, dimostrando che la riduzione delle predazioni non è una giustificazione su base tecnico-scientifica agli abbattimenti generalizzati.

Inoltre, sempre nel sopracitato studio è stata valutata la dieta dei lupi nei territori indagati, che è costituita al 97,7% da ungulati selvatici mentre solo per lo 0,55% da pecore, evidenziando che l’abbondanza di prede selvatiche, unitamente ai sistemi di protezione del bestiame, può effettivamente tenere i lupi lontano dagli animali domestici, anche se quest’ultimo aspetto necessiterà in futuro di ulteriori approfondimenti.

Dobbiamo poi precisare che prima del ritorno del lupo in Svizzera morivano circa 10.000 pecore e capre ogni anno a causa di vari incidenti come malattie, ferite, inedia, malattie. Da quando è tornato il lupo (spontaneamente dall’Italia) ne muoiono "solo" circa 3.000 capi durante le stagioni di alpeggio. Praticamente rispetto al passato le morti durante il pascolo in Svizzera sono diminuite di ben 7000 capi! Nonostante in Svizzera ci siano sempre più lupi, nel 2023 il numero di predazioni sul bestiame è diminuito notevolmente grazie alle misure di protezione messe in atto. Nei Grigioni le predazioni sono diminuite del 50% e nel Canton Glarona addirittura l'80% in meno.

Tra le numerose voci autorevoli contro questo massacro insensato c’è anche quella di un rinomato professore di biologia dell’università di Berna: Raphael Arlettaz, che ha ribadito che le decisioni prese dal Consiglio federale non sono in alcun modo fondate sulle prove scientifiche ma piuttosto hanno uno scopo puramente politico, se non solo psicologico. Arlettaz ha avvisato persino dei numerosi effetti controproducenti alla protezione degli animali da reddito. Ribadisce che diversamente le predazioni al bestiame diminuiscono se sono presenti branchi di lupi ben intatti siccome i lupi si concentrano maggiormente sulle prede naturali, diversamente dagli individui singoli, in dispersione oppure reduci da branchi rovinati per mano umana. Inoltre, l’occupazione di un territorio da parte di un branco garantisce l’allontanamento di altri individui singoli di lupo in dispersione (proprio quelli che arrecano maggiori danni). Ricordiamoci che si tratta di un animale territoriale, sulle Alpi la media di individui per branco (o meglio famiglia) di lupo è di cinque individui che occupano un territorio di media 200 km quadrati; motivo per cui avviene un’autoregolazione naturale.

Il lupo è stato usato da una parte della politica facendo diffondere false informazioni di pericolosità sul suo conto

In questi ultimi 3 anni (dalla bocciatura della legge sulla caccia avvenuta nel 2020) il lupo è stato preso di mira da alcuni gruppi di persone interessate alla politica. Non c’è stato quasi giorno senza uno o più articoli che parlavano del lupo come una minaccia. Il lupo è stato usato da una parte della politica facendo diffondere false informazioni di pericolosità sul suo conto. Anche qua la Scienza e i dati di statistica ci aiutano a fare chiarezza su tutto ciò. Innanzitutto, il lupo è un animale selvatico non più pericoloso di altri.

Prendiamo un paese vicino al nostro dove il lupo non è mai stato eradicato e presenta una popolazione lupina maggiore alla nostra: l’Italia! Negli ultimi 100 anni quanti sono gli attacchi registrati e confermati da parte del lupo verso l’uomo? ZERO! Quanti sono stati invece gli omicidi? Gli incidenti dovuti alla caccia? Le persone colpite da un fulmine?

Ecco, basterà fare questi confronti e ci si renderà conto che il lupo rappresenta una minaccia inesistente per l’uomo. Possono sussistere problemi solo con animali confidenti che vengono abituati alla vicinanza all’uomo poiché trovano da noi nutrimento o vengono nutriti, in quel caso il lupo si comporta piuttosto come un cane.

Questa decisione politica viola la democrazia

Il 27 settembre 2020 una modifica di legge sulla caccia era stata bocciata dal 51% della popolazione Svizzera. Questa modifica oltre agli abbattimenti preventivi del lupo (che riguardavano unicamente una percentuale dei cuccioli) erano incluse una miriade di altre specie protette! Una modifica di legge a favore del bracconaggio. Dal primo dicembre 2023 il Consiglio federale ha deciso di far entrare in vigore una nuova ordinanza che oltre alla regolazione (uccisione dei cuccioli) si è spinta persino oltre: all’eliminazione del 70% della popolazione con l’eliminazione completa di ben 12 branchi (famiglie) di lupo. Questa azione completamente senza supporto scientifico si può solo interpretare come un’azione politica evidentemente antidemocratica eseguita di forza, al pari di una dittatura! Per buona pace dell’opinione della maggioranza della popolazione svizzera.

Perché è un danno ecologico?

Il lupo, in quanto predatore al vertice della catena alimentare è un animale utile per l’ecosistema forestale. Ricordiamoci che la selezione naturale che il lupo apporta alle proprie prede, così come quella di ogni predatore, è di tipo positivo.

In breve: si tratta di una selezione che esiste da sempre da quando la vita è giunta sulla terra. Il rapporto che si genera tra preda e predatore è di beneficio reciproco. L’atto di predazione può sembrare un dramma ma se lo è per il singolo individuo è invece un beneficio per la specie in termini di salute (eliminando gli individui più deboli e malati) e di evoluzione (nel corso del tempo così avviene la selezione naturale e le specie predate porteranno nel tempo solo i geni migliori, così viene contribuita un’evoluzione che porta a un miglioramento della specie. Se togliamo il lupo dai nostri ecosistemi, facciamo mancare alla natura “un attore” molto importante.

Il lupo apporta beneficio anche alle specie vegetali! Grazie alla presenza di questo animale, le sue prede assumono (nuovamente) i loro comportamenti naturali. Si è visto che gli ungulati in assenza dei loro predatori naturali tendono a essere statici in alcuni settori territoriali e questo porta loro a divorare eccessivamente giovani piante ad alto fusto e/o a rovinarne la corteccia. Questo va a ledere sul ricambio generazionale delle comunità arboree delle nostre foreste. In pratica è come se rimangono solo le piante più vecchie e continuano a essere eliminate quelle giovani. Senza un ricambio generazionale la foresta invecchia e come ogni comunità non ha più una generazione in grado garantirne un futuro. Questo è aspetto è molto importante se pensiamo a quanti sono i boschi che svolgono la funzione di protezione sul nostro territorio.

Siamo nel pieno della cosiddetta ‘sesta estinzione di massa’. Per la prima volta in tutta la storia della terra è in corso un tasso di estinzione con una velocità superiore tra le 100 e le 1000 volte del normale causata da un essere vivente: l’uomo. Forse è giunto il momento di invertire questa rotta e riconoscere i propri errori e le proprie responsabilità. Va riconosciuta l’importanza ecologica di ogni specie! Il lupo è così detta “specie ombrello” ovvero la sua presenza ha un’influenza positiva su tutta una moltitudine di altre specie che abitano l’ecosistema".

 

 

 

 

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