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Salute e Sanità
27.06.21 - 11:500

Un cavillo legale rischia di bloccare gli stipendi dei dipendenti della Santa Chiara. VPOD è preoccupato

I nuovi vertici non possono essere iscritti al Registro di Commercio, anche se la loro nomina è giudicata valida. E senza la firma di coloro che rappresentano la Moncucco non possono partire i pagamenti. Camponovo: "Basterebbe che..."

LOCARNO - I dipendenti della Clinica Santa Chiara di Locarno rischiano di restare senza stipendio, finiti in mezzo a un braccio di ferro per la vendita della struttura che sta durando da parecchio tempo. Da un lato, i vecchi prorietari e dall'altro la Moncucco che ha acquisito la maggioranza, con alcuni azionisti che continuano a spingere affinché l'acquirente sia la  Swiss Medical Network.

Nel mentre, come riporta il Caffé, la Pretura di Locarno ha deciso che non possono al momento essere modificati i vertici: il nuovo presidente e il nuovo amministratore delegato (entrambi provenienti dalla Moncucco) non hanno potuto essere iscritti sul Registro di commercio. Un'altra decisione sempre della Pretura ha dichiarato che le due nomine sono valide. Ma lo stato è di impasse. Camponovo, nuovo amministratore delegato, dovrebbe poter firmare, assieme agli attuali proprietari, per pagare i dipendenti. E non lo può fare. 

Dunque? In realtà, basterebbe una lettera dei vertici della clinica locarnese per autorizzare la sua firma e quindi dare il via libera ai pagamenti. Lo stesso Camponovo ha indirizzato una lettera ai dipendenti,  dove scrive: "Sarebbe sufficiente che i due medici della minoranza ancora nel Consiglio di amministrazione e il gruppo concorrente (Swiss Medical Network, che detiene meno del 6% delle azioni della Santa Chiara) ritirassero le azioni intraprese in pretura".

Vuole rassicurare le 260 persone che lavorano per la Clinica, prese in mezzo in un gioco di potere. E il sindacato VPOD è preoccupato. "Dall’inizio della recente crisi alla Clinica Santa Chiara SA il Sindacato VPOD ha monitorato la situazione, tenendosi in contatto con tutte le parti coinvolte, nel difficile processo di transizione e di cambio di proprietà", scrive in una nota. "Durante queste concitate settimane dall’osservatorio sindacale pareva che tutti gli attori coinvolti avessero la volontà di non far ricadere sulle spalle delle lavoratrici e dei lavoratori le diatribe che si stavano consumando all’interno del Consiglio d’amministrazione. In particolare sembrava che la situazione a livello finanziario non potesse creare preoccupazione riguardo al pagamento dei salari. Il fatto che tutti gli attori della sanità ticinese, ma anche svizzera, abbiano proposto offerte milionarie per l’acquisizione della Clinica Santa Chiara SA era un altro punto che faceva ben sperare sul futuro della struttura".

Ma quel che ha riportato oggi il Caffé cambia tutto. "Leggiamo che vi è un potenziale rischio di blocco dei salari a causa di cavilli giudiziari legati al passaggio di proprietà e alle maggioranze all’interno del Consiglio d’amministrazione. A fronte di queste notizie il Sindacato VPOD sta cercando di avere dei chiarimenti con i responsabili della struttura sanitaria. Il Sindacato del personale dei servizi pubblici e sociosanitari VPOD Ticino, che è firmatario del contratto collettivo di lavoro della Clinica, auspica che gli stipendi del personale della Clinica possano essere regolarmente versati entro il 30 giugno 2021. Evidentemente qualora questo non fosse il caso il Sindacato indirà un’assemblea per decidere con il personale i passi da intraprendere a tutela dei suoi diritti".

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