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Cronaca
19.03.23 - 19:490

È ufficiale, UBS acquisisce Credit Suisse

La conferma in conferenza stampa da Berna. Il Governo: "L'intervento mira a tutelare la stabilità finanziaria e l'economia svizzera"

BERNA – È ufficiale: UBS acquisisce Credit Suisse. Lo ha reso ufficiale il Consiglio Federale in conferenza stampa, garantendo 50 miliardi di liquidità in aggiunta ai 50 forniti come salvagente dalla BNS. All'appuntamento con la stampa hanno preso parte il presidente della Confederazione Alain Berset, la direttrice del Dipartimento delle finanze Karin Keller-Sutter, la presidente della FINMA Marlene Amstad, il presidente della BNS Thomas Jordan, il presidente del Gruppo UBS Colm Kelleher e il presidente del Credit Suisse Axel Lehmann.

Il comunicato del Governo:

Il Consiglio federale approva la prevista acquisizione di Credit Suisse da parte di UBS. Al fine di rafforzare la stabilità del mercato finanziario, fino alla conclusione dell’acquisizione la Confederazione concede una garanzia per un sostegno supplementare di liquidità a Credit Suisse da parte della Banca nazionale svizzera (BNS). Questo sostegno serve a garantire la liquidità di Credit Suisse e un’attuazione riuscita dell’acquisizione. L’intervento mira a tutelare la stabilità finanziaria e l’economia svizzera.

In data odierna UBS ha reso nota la propria disponibilità ad acquisire Credit Suisse. Il Consiglio federale approva questa decisione e lo considera un importante contributo alla stabilità del mercato finanziario. Al fine di assicurare la continuazione dell’attività operativa di Credit Suisse fino all’attuazione dell’acquisizione e ridurre i costi per l’economia svizzera, l’Esecutivo ha deciso ulteriori misure in materia di liquidità:

  • come prima misura il Consiglio federale ha creato le basi giuridiche necessarie per consentire alla BNS di concedere a Credit Suisse sostegni supplementari di liquidità. Concretamente, per questi aiuti l’Esecutivo ha introdotto un privilegio nel fallimento. La BNS ottiene così la sicurezza necessaria per poter mettere a disposizione di Credit Suisse, in caso di necessità, questa sostanziale liquidità supplementare;
  • per garantire a Credit Suisse in qualsiasi momento una liquidità sufficiente, come seconda misura il Consiglio federale ha deciso di concedere alla BNS una garanzia in caso di dissesto. Entrambe le misure sono rette dagli articoli 184 e 185 della Costituzione federale (diritto di necessità).
    Queste misure completano gli strumenti già a disposizione della BNS per rafforzare la liquidità delle banche, tra i quali si annovera segnatamente il sostegno alla liquidità ordinario fornito in situazioni di emergenza (ELA, «Emergency Liquidity Assistance»).

Il Consiglio federale ritiene che tali provvedimenti siano la soluzione più adeguata per accrescere la fiducia dei mercati in Credit Suisse e nella piazza finanziaria svizzera. Negli Stati Uniti, nell’UE e nel Regno Unito esistono strumenti analoghi.

Per ridurre eventuali rischi per UBS, la Confederazione accorda a quest’ultima una garanzia dell’ordine di 9 miliardi di franchi per l’assunzione di potenziali perdite derivanti da determinati attivi che UBS riprenderebbe nel quadro della transazione, qualora queste eventuali perdite dovessero superare una certa soglia.

L’Esecutivo ha chiesto alla Delegazione delle finanze delle Camere federali un credito d’impegno urgente. Quest’ultima ha approvato questo credito d’impegno oggi, domenica 19 marzo 2023.

Le misure decise garantiscono che la BNS possa mettere a disposizione di Credit Suisse, in caso di necessità, la liquidità sufficiente. L’ottenimento del sostegno di liquidità è subordinato a condizioni rigorose. Inoltre, secondo l’articolo 10a della legge sulle banche, il Consiglio federale ordinerà anche misure concernenti le retribuzioni.

L’Esecutivo ha preso provvedimenti volti a contenere il più possibile i rischi per la Confederazione. Per tale motivo, Credit Suisse dovrà versare un premio di rischio sia alla Confederazione che alla BNS. Dovrà inoltre corrispondere un premio per la messa a disposizione della garanzia in caso di dissesto alla Confederazione e interessi alla BNS. Da questi provvedimenti e dal privilegio nel fallimento, per la Confederazione risulta un rischio di dissesto esiguo.

I sostegni di liquidità della BNS esistenti e quelli nuovi sono sufficienti, insieme alle riserve di liquidità di cui Credit Suisse dispone, per garantire sufficiente liquidità all’istituto. Con questa serie di misure, il Consiglio federale ribadisce la sua disponibilità ad adottare i provvedimenti necessari per tutelare i detentori di depositi e la stabilità della piazza finanziaria svizzera.

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