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07.12.20 - 15:420

"Tutte le strade portano a Roma"

Amalia Barbieri e Laura Cometta laureate in Ergoterapia presso il Dipartimento economia aziendale, sanità e sociale della SUPSI raccontano la loro esperienza di studio nella Città eterna

*Di Amalia Barbieri e Laura Cometta

Da dove cominciare? Siamo finalmente ergoterapiste laureate e quest’esperienza di mobilità a Roma è stata la ciliegina sulla torta o, come direbbero a Roma, “ce cade a cecio”. Roma la città eterna, quella del cupolone e delle basiliche, del buon cibo e delle persone accoglienti. Roma è meravigliosa, nonché la capitale d’Italia, un posto assolutamente da visitare almeno una volta nella vita, se non di più. L’esperienza è stata possibile grazie all’interesse per un ambito dell’ergoterapia ancora poco sviluppato sul nostro territorio: le cure palliative. Il luogo di stage, Antea ONLUS, è un’associazione nata a Roma nel 1987 per garantire assistenza gratuita, a domicilio e in hospice, ai pazienti in fase avanzata di malattia inguaribile. L’équipe di Antea lavora in costante coordinamento tra le varie figure professionali con l’obiettivo di garantire al paziente e alla sua famiglia la migliore qualità di vita possibile.

I parenti dei pazienti sono parte integrante della cura ad Antea. Presenti giorno e notte sono sempre presi in considerazione per quanto riguarda tutte le decisioni riguardo le cure. Tra gli operatori si trovano infermieri, operatori sociosanitari (O.S.S.), medici, psicologi, fisioterapisti, assistenti sociali, assistenti spirituali, una musicoterapista e l’ergoterapista. La figura dell’ergoterapista o meglio, del Terapista Occupazionale (TO), è presente nella struttura da ormai 11 anni ed ha un ruolo centrale nella vita di molti dei pazienti in Hospice. Presente da lunedì a sabato dalle 8:00 alle 14:00 permette ai pazienti di recuperare o mantenere le abilità che garantiscono l’autonomia del paziente nelle attività quotidiane. L’obiettivo è aiutare i pazienti a sentirsi utili, vivendo e svolgendo attività significative. Riscoprire passioni e abitudini attraverso lo svolgimento di attività manuali, creative e di cucina in gruppo o in maniera individuale.

Le attività manuali, svolte nel laboratorio creativo, includono la colorazione di mandala, la pittura, il disegno, la creazione di collane, spille e oggetti vari in creta. Queste sono solo alcune delle attività che si svolgono con l’ergoterapista, modificando, quando necessario, le attività o l’ambiente alla persona. Il grande giardino dell’Hospice, dotato di un cosiddetto orto seduto, dà l’opportunità ai pazienti di svolgere attività di giardinaggio all’esterno in maniera indipendente, anche stando seduti in carrozzina. Ortaggi e piante aromatiche, tra cui pomodori, zucchine, peperoni e basilico vengono raccolti dai pazienti e dalle loro famiglie che possono sempre partecipare attivamente insieme ai propri cari a tutte le attività proposte dall’ergoterapista. Questi sono alcuni degli ingredienti che vengono poi utilizzati per le attività in cucina proposte due volte alla settimana con l’utilizzo di tipiche ricette romane e specialità proprie dei pazienti.

L’hospice si trova in un grande parco, circondato da grandi alberi e tanto verde. È un posto davvero bello sia per i pazienti di Antea sia per gli operatori che ci lavorano. L’esperienza in hospice è sicuramente emotivamente impegnativa, ma la presenza dell’ergoterapista e di tutto il supporto dell’equipe multiprofessionale ci ha permesso di vivere al meglio quest’esperienza e di riscoprire, approfondire e apprezzare il significato della parola “vita” in un contesto per noi fino ad allora ancora poco conosciuto, quello delle cure palliative. Le competenze professionali e personali acquisite sono sicuramente indispensabili per il nostro futuro professionale.

Non possiamo che ringraziare la SUPSI e il programma SEMP per averci concesso l’opportunità di partire e svolgere questo particolare e singolare stage in una città così bella come Roma e in un luogo di stage, Antea, così unico nel suo genere. Incitando altri studenti di ergoterapia e, ci auguriamo in futuro, anche studenti in cure infermieristiche e fisioterapisti a buttarsi in questa avventura e scoprire un ambito ancora poco conosciuto in Ticino.

*laureate in Ergoterapia presso il Dipartimento economia aziendale, sanità e sociale della SUPSI

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