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Scuola e Lavoro
10.10.19 - 15:180

Curiosità e voglia di imparare: ecco le chiavi per costruirsi il futuro

Quella di considerare la via professionale un'opzione di Serie B "è una mentalità molto latina". Bertoli: "Bisogna agire sull'atteggiamento culturale"

GORDOLA – La formazione professionale è una strada di serie B? È possibile far carriera partendo dall’apprendistato? Lo Stato fa abbastanza per informare sui percorsi professionali e per dare le stesse possibilità a tutti? Le ragazze e i ragazzi scelgono professioni ben definite e diverse? Sono solo alcune delle domande che sono emerse mercoledì sera durante un’interessante conferenza tenutasi al Centro professionale di Gordola e organizzata da TicinoSkills in occasione dell’apertura ufficiale. Sollecitati da Alain Melchionda della RSI erano presenti i consiglieri di Stato Manuele Bertoli e Christian Vitta, oltre alla direttrice regionale FFS Regione Sud Roberta Cattaneo.

“È una mentalità molto latina quella di considerare la via professionale come di serie B. Oltre San Gottardo non è così. Dobbiamo quindi agire sull’atteggiamento culturale”, ha detto Bertoli. Un’idea sostenuta anche da Vitta per il quale “bisogna parlare soprattutto alle famiglie e portare esempi positivi di persone che sono diventate dirigenti partendo dall’apprendistato. Inoltre, aggiungo, in un’epoca in cui tutto evolve velocemente è fondamentale la formazione continua”.

Parlando della sua esperienza personale – è un esempio di dirigente partita dall’apprendistato - Cattaneo ha sottolineato quanto sia fondamentale “la curiosità e la voglia di imparare di ognuno di noi per poi lasciarsi aperte tutte le possibilità”.

Il discorso è poi proseguito sul ruolo dell’Amministrazione cantonale. Vitta ha evidenziato come 30-40 dirigenti attuali provengano dall’apprendistato. “A dimostrazione che non conta solo il diploma, ma anche il colloquio, la capacità del candidato nel promuoversi”. E Bertoli ha precisato che il Cantone inserisce già nel bando di concorso, tra le richieste, la definizione: “titolo universitario o titolo equivalente”; una formulazione pensata per chi ha conseguito una specializzazione SUP o in altre Scuole specializzate superiori.

Il dibattito si è quindi animato sulla divisione tra professioni maschili e femminili. “In Ticino le ragazze tendono a scegliere solo tra 10 professioni e i ragazzi lo stesso. È un problema culturale e ci vuole del tempo per cambiare direzione” ha detto Bertoli. “Se è così - gli ha fatto eco Cattaneo - sbagliate l’approccio, ed è un peccato. Dissento dalla questione culturale, l’atteggiamento da cambiare è nella vendita delle professioni”. E Vitta ha aggiunto: “non dimentichiamo che tra 35 anni la digitalizzazione porterà il 65% dei giovani ad avere una professione oggi sconosciuta, un’occasione per abbattere queste divisioni”.

E infine Sara Rossini, responsabile SwissSkills per la lingua italiana, ha sollecitato i ministri sul fatto che gli attestati professionali federali (formazione superiore) non sono equiparati ai titoli accademici nella scala salariale del Cantone. Una questione che, tuttavia, non ha trovato risposta.

I TicinoSkills - la quarta edizione dei campionati cantonali delle professioni legate all’edilizia - sono in programma dal 10 al 12 ottobre al Centro di Formazione Professionale di Gordola.

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