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17.08.22 - 11:530

Selene Rezzonico, la vie en un clic

La fotografa ticinese si racconta in un’intervista inedita, dietro e davanti all’obiettivo. Nel suo mondo danza e natura si fondono in un unicum di emozioni, dando vita a scatti semplici e puliti, ma carichi di pathos

di Irene Bazzi

 

Selene Rezzonico è una promettente fotografa di 28 anni, piena di determinazione e di voglia di vivere. Cresciuta respirando arte nell’aria di casa, da bambina balla, recita, scrive poesie. Vorrebbe afferrare il proprio zainetto e uscire ad esplorare il mondo, sentirsi libera come il vento. Già allora sogna di diventare un’artista. La danza è il suo primo amore, cui si dedica con impegno e passione dall’età di sei anni, esplorando differenti discipline: classica, moderna, hip-hop, flamenco, pole dance e ritmica. Frequentando in parallelo corsi di teatro e di pittura, che contribuiscono ad alimentare la sua capacità di esprimersi in modo creativo e non convenzionale. Il suo nome deriva dal greco e significa Luna, e come la luna Selene ha una personalità eclettica, misteriosa, creativa e sensibile. Scopre la fotografia in adolescenza, ne fa una passione e infine un lavoro. Con le difficoltà e le sfide che questa scelta comporta. Ma Selene è coraggiosa, ama mettersi alla prova e crede fermamente in se stessa. Sul suo percorso molte soddisfazioni, ma anche sacrifici e qualche immancabile delusione. Dopo la maturità artistica si iscrive ad un bachelor in comunicazione visiva, concluso nel 2019. Intanto si specializza in tecnica fotografica e inizia a farsi notare. I suoi soggetti preferiti, la danza e la natura. I corpi che si fondono con essa. I suoi scatti, semplici e puliti ad un primo sguardo, sono carichi di pathos. Rimangono impressi, nella mente e negli occhi, smuovono qualcosa nel nostro interiore. Comunicano con le nostre sfere più intime con un linguaggio che non è verbale ma è il linguaggio dell’anima. E poi, c’è l’attenzione al dettaglio, la capacità di fissare un istante cruciale in uno scatto, saper catturare quel particolare che rende una fotografia unica, forse irripetibile in quello stesso identico modo. Per tutto questo crediamo valga la pena approfondire la conoscenza di questa giovane artista, per dare voce e spazio ai giovani talenti e al futuro dell’arte, qualsiasi forma essa possa assumere. Abbiamo incontrato Selene Rezzonico nel corso di un’intervista esclusiva per Liberatv e TicinoLibero, ed ecco cosa ci ha raccontato.

 

La tua passione ha origini lontane. La danza, e l’arte in generale, hanno sempre fatto parte della tua vita. Come ti sei innamorata della fotografia, e quando hai deciso di farne una professione?

La prima macchina fotografica mi fu regalata all’età di 17 anni dal mio fidanzatino di allora. Me la ricordo ancora, il colore, il peso tra le mie mani, il rumore del pacchetto scartato; e lei che mi sfidava ad usarla sempre meglio. Ho iniziato amatorialmente a scattare paesaggi e successivamente ho ricevuto delle nozioni tecniche e opportunità di “palestra” durante i miei percorsi di studio. La tesi di bachelor mi ha fatto comprendere l’importanza della fotografia nella mia vita e lì ho deciso che sarebbe stata parte del mio futuro. L’argomento era la cattura della scia del corpo del danzatore contemporaneo in uno spazio architettonico attraverso la macchina fotografica. Questo momento è stato cruciale, una svolta, un secondo innamoramento. Conclusi gli studi artistici ho iniziato la famosa gavetta, ahimè insufficientemente retribuita, seguendo varie compagnie di danza tra Milano e Zurigo. È stato un periodo impegnativo, ma trainato da una grande passione. Poi è arrivata la pandemia e, come ben sappiamo, molte opportunità lavorative, soprattutto nel campo artistico, si sono chiuse, o sono state quantomeno rimandate. Da qui la necessità di trovare una maggiore stabilità economica, che mi permettesse di continuare a dedicarmi alla fotografia. Attualmente sto portando avanti ulteriori studi a completamento della mia formazione, ma mantenersi da sole, studiare e contemporaneamente lavorare part-time come fotografa è davvero impegnativo. Sono consapevole che vivere di sola arte, qualsiasi arte, sia improbabile in Ticino. Non importa quanto si sia bravi o quanto talento si abbia. Ma, nel mio cuore, sono disposta a qualsiasi sacrificio per continuare a scattare ed avere un futuro più sereno.

 

Che rapporto hai con la tua macchina fotografica?

Vedo la macchina fotografica come mezzo espressivo per emozioni, istanti, storie, situazioni. È un’invenzione di cui sarò eternamente grata, perché, dato il mio eclettico background, è difficile trovare un mezzo che consenta di esprimere le mie molteplici sensibilità: danza, poesia, disegno e grafica. È come un’amica sorprendente e misteriosa, che ti sfida a scoprirne le potenzialità ed a usarla sempre meglio. Senza la quale non riuscirei ad esprimere totalmente me stessa. Con lei, attraverso di lei, riesco a mostrare una parte nascosta di me, e come vedo il mondo.

 

I tuoi scatti sono molto espressivi, di forte impatto, eppure delicati. Penso a quelli dove si fondono danza e natura, oppure a frammenti di spettacoli, dove l’immagine è statica ma rende molto chiaramente l’idea del movimento, quasi anticipandolo. Ci vuole colpo d’occhio, curiosità, attenzione ai particolari. E un buon livello di empatia con il soggetto fotografato…

Quando scatto sono al servizio del soggetto. Ovvero, fotografo per far esprimere certi suoi aspetti e farli comunicare con l’esterno, attraverso la sensibilità e lo stile che mi caratterizza. Avendo nozioni di differenti discipline artistiche, i risultati sono particolari e racchiudono espressività, forza, delicatezza, sensibilità, tratti grafici, pittorici e poetici. Il risultato è un connubio, una simbiosi, tra il soggetto e la mia sensibilità creativa. Il movimento è sempre stato un cardine dei miei studi fotografici. Tutto è in movimento. Riuscire a catturarne le varie fasi, dalla preparazione alla conclusione di esso, è un’avventura emozionante e sempre diversa.

 

Il “carpe diem”, saper cogliere l’istante, in fotografia è un concetto fondamentale e a te molto caro. Proviene da lontano, dai tempi in cui studiavi danza. Qual è lo scatto perfetto per te?

Per rispondere a questa domanda è doverosa una breve premessa. Devo moltissimo alla mia insegnante di danza classica; grazie a lei e a questa forma d’arte ho imparato la costanza, il rigore, la disciplina, a saper cogliere la bellezza nella fatica e a tracciare il percorso per ottenere il risultato desiderato. Ma non solo. Ricordo vividamente un momento cruciale dove, forse inconsciamente, l’idea della fotografia ha iniziato a prendere spazio in me. Dopo ogni saggio si guardava insieme il video dello spettacolo e un giorno la mia insegnante disse: “se scattassi una foto qui, il corpo sarebbe fuori posizione. Vedete così… e qui non comunica correttamente…”. Detto ciò, lo scatto perfetto è quello che quando guardi attraverso l’obiettivo “ti chiama”, quello che ti fa esclamare sul set “Ok, ce l’abbiamo”. Ovviamente, per un professionista, quello scatto è la fotografia che comunica, esprime il concetto desiderato pur mantenendo un’ottima resa tecnica e offrendo quel quid, quel valore aggiunto, quella piccola magia che ti sorprende.

 

La foto dei tuoi sogni, l’hai già scattata o la stai ancora aspettando?

Sto sempre aspettando, e lavorando per uno scatto migliore. Non c’è limite nella creatività e nell’arte.

 

Quanto è difficile oggigiorno per un giovane senza un nome affermarsi nella realtà ticinese e svizzera, e da fotografo di eventi diventare un artista riconosciuto?

Difficilissimo. Personalmente ho combattuto molto, ricevuto porte in faccia e fatto sacrifici. Nonostante le referenze, ho constatato, non senza un certo stupore, che quando mostro il mio sito o il mio account Instagram, il commento ricorrente è: “Ma questi sono davvero i tuoi lavori? Davvero li hai fatti tu?”. Una parte di me sorride per essere riuscita a sorprendere, ma un’altra si sente offesa. Comunque sia, non mi darò per vinta: mi darò da fare per arrivare finalmente a trovarmi nel posto giusto al momento giusto. Confrontandomi con amici e colleghi del settore, ho maturato la convinzione che il “fare arte” sia diventato una professione per privilegiati, per persone benestanti. Da quello che ho potuto constatare finora, l’arte non ha ancora conquistato nella cultura ticinese lo spazio che meriterebbe; in pochi ne colgono le opportunità di investimento, a livello umano e culturale, o la ritengono una priorità. Trovo invece che l’espressione artistica appartenga alla natura umana sin dalla comparsa dell’uomo sulla terra, come un bisogno atavico esternare emozioni e sentimenti, e di comunicare la visione soggettiva del mondo e del circostante. Purtroppo, l’arte è diventata spesso un mero veicolo commerciale, perdendo quel legame spirituale che ci consente di essere in buon equilibrio psicofisico e che ci mette in contatto con i differenti strati della nostra anima.

 

Il tuo percorso non è stato sempre facile e lineare. La tua determinazione, la fiducia in te stessa, ti hanno permesso di non arrenderti e dato la forza di credere nei tuoi sogni e nelle tue capacità. Cosa suggeriresti a chi volesse intraprendere questa professione?

Consigli da dare… Facile a dirsi e difficile a farsi, in questo ambito. Suggerisco di tenere bene a mente le motivazioni personali di tale scelta, di scalfirle nella propria anima e di custodirle come un tesoro. Quando verranno gli scossoni, le tempeste, i lampi e i maremoti (perché, sì, ce ne saranno) si riuscirà ad ancorarsi saldamente alle proprie scelte, ai propri valori, e a godersi infine il meritato sole.

 

Guardiamo avanti. Appuntamenti a breve, progetti per il futuro?

Dal 24 al 28 agosto esporrò delle mie fotografie all’evento “Artbox.Projects Zürich 4.0”, per SwissArtExpo 2022. Gli scatti fanno parte di “Flora”, una delle mie ultime creazioni, alla quale sono particolarmente legata. In futuro, mi piacerebbe allestire delle mostre personali, alle quali esporre e vendere i miei scatti. Inoltre, continuerò a partecipare a concorsi online, collaborazioni artistiche di vario genere e a scattare per i miei committenti.

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Per maggiori informazioni è possibile visitare il link: selenerezzonico.ch

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