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28.02.20 - 18:490

Mauro Dell'Ambrogio sul coronavirus: "Prima che i polmoni, l'epidemia infetta i cervelli"

L'ex Segretario di Stato: "Smettiamola di vedere come untori e colpevoli sempre gli altri"

*Di Mauro Dell’Ambrogio

Scrivo oggi, 23 febbraio. Potrei essere io, il portatore del virus. Magari ho cenato tre settimane fa con qualcuno che era transitato nel Lodigiano, quando l’Italia si premurava di chiudere le porte ai Cinesi.

È accertato che nell’80% dei casi si diventa portatori senza sintomi o con sintomi lievi. Ma un deputato democentrista sollecitava ieri controlli alle frontiere: per impedire di rientrare ai Ticinesi usciti a fare la spesa, se starnutano? Un deputato leghista ha chiesto di impedire da subito l’entrata ai frontalieri che lavorano nei servizi: compreso chi lavora negli ospedali? O intendeva chi lavora nelle banche, anche se informatici, o chi fa la contabilità in fabbrica? Prima che i polmoni, l’epidemia infetta i cervelli, quelli già tarati dall’abitudine di vedere come untori e colpevoli sempre gli altri.

*Articolo apparso sull’ultima edizione di Opinione Liberale

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