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08.07.13 - 07:400
Aggiornamento : 19.06.18 - 15:41

Storia di un "enfant prodige" e della sua azienda: "Quante notti al computer per creare Sirio..."

Nicola Gobbetti ha iniziato a programmare a 11 anni, quando l'informatica era agli albori. Poi il gioco è diventato lavoro ed è nata un'impresa di punta che produce software per la gestione aziendale

di Marco Bazzi

MENDRISIO – Nicola Gobbetti è uno che ama i viaggi e le avventure. Chi scrive ha trascorso con lui tre settimane in Alaska. Era il luglio del 1999. Ma oggi non parliamo di salmoni e delle meraviglie del più grande stato americano. Parliamo di Sirio, la sua azienda. Una realtà di punta nel settore dell'alta tecnologia ticinese.

Gobbetti ha 43 anni ed è stato quello che si dice un “bambino prodigio”. La sua è la storia di una irrefrenabile passione. Di tante notti passate al computer, agli albori dell’informatica, quando i computer avevano lo schermo verde ed erano macchine molto più imperfette di oggi. Una storia di fatica, determinazione e coraggio. Con quel pizzico di fortuna che serve sempre per avere successo nella vita.

L’informatica è una passione che gli è entrata dentro quando aveva poco più di dieci anni. Il sogno di un bambino. Poi, con il passare del tempo, il gioco è diventato lavoro. Sono rimasti, da allora ad oggi, la passione e la creatività. Sirio è da anni un prodotto altamente professionale, che ha conquistato non solo il mercato ticinese ma anche quello svizzero, varcando pure i confini nazionali, e ha dato luogo a una realtà aziendale tra le più solide e innovative del settore.

Nella sede iper-tecnologica inaugurata nel 2007 a Mendrsio, Gobbetti e i suoi collaboratori producono software “gestionali”, vale a dire programmi per la gestione aziendale. 

Tutto nacque così…

“Ero alle medie e mio fratello studiava informatica al Politecnico federale di Losanna. Così ha portato in casa nostra quella materia affascinante. Mi ci sono appassionato subito e ho iniziato a programmare. Avevo undici anni, e già mi ero occupato un po’ di elettronica. Il mio primo computer fu il Commodore Vic 20, poi la versione 64. In seguito uscirono i cosiddetti IBM compatibili. Ne ho avuti tanti di computer in vita mia…”.

Erano anni pionieristici, l’informatica era una scienza agli albori

“Si programmava in Assembler, Basic, Pascal, Modula2 e altri linguaggi di allora. Pian piano, con quei linguaggi, ho iniziato a sviluppare le prime applicazioni. La prima ‘seria’ serviva per gestire le liste ferro e calcolarne i quantitativi per il cemento armato. La sviluppai per una consociata di una multinazionale. Io e un amico, pure appassionato di informatica, riuscimmo, tramite suo padre, a vendere quell’applicazione alla ditta”.

Poi nella vita di Nicola Gobbetti entra la figura di un imprenditore molto innovativo. E le cose si fanno ancora più serie…

“Augusto Marchi, che aveva all’epoca la Marc Metal, mi diede fiducia e mi chiese di sviluppare per i suoi venditori un programma che si potesse caricare sui note book. Per realizzarlo ho dovuto comprare un note book e ricordo che costava quasi 15’000 franchi! In quel periodo stavo iniziando la Commercio a Bellinzona. Erano i primi anni Ottanta. E dopo aver realizzato il programma per Augusto mi sono reso conto che, oltre a risolvere i problemi gestionali, le mie applicazioni venivano molto apprezzate. Avevo sedici anni, studiavo di giorno e lavoravo di notte. Ricordo che i mei genitori mi riprendevano spesso per questo. Ma non potevo farne a meno: la passione non mi faceva chiudere occhio”.

Pian piano prende forma un’idea: mettere l’informatica al servizio della gestione aziendale

“Tra i progetti di allora ricordo un programma per la gestione di contratti di trading di componenti di scarpe che, passando per la Svizzera, erano destinati all’ex Unione sovietica e all’ex DDR; e un altro per gestire i costi dei cantieri edili. Mi sono reso conto a quel punto che avrei potuto creare un programma ‘standard’, che potesse essere utilizzato da piccole e medie imprese per gestire clienti, fornitori, magazzino, ordini e contabilità”.

L’anno della svolta è il 1989, quando nasce il prodotto standard Sirio

“Era il dicembre dell’89. Ne sono passati di anni. Conobbi un ingegnere che mi aiutò a costituire la mia azienda, visto che ero ancora minorenne e non avevo diritto di firma. Ho conosciuto Daniele, che aveva la mia stessa passione, e con il quale ho fondato Sirio. Perché abbiamo scelto il nome di una stella? Forse perché lavorando spesso di notte le stelle ci hanno ispirato. Comunque in quegli anni andava di moda il firmamento, tutto quello che era legato al cielo e al mondo ignoto dello spazio”.

In quegli anni non esisteva Windows

"Non esisteva internet e la posta elettronica era ancora qualcosa di inconcepibile. Si lavorava su computer che avevano lo schermo a fosfori verdi, con matrici senza alcuna grafica. Un lavoro che richiedeva pazienza e grandi capacità di programmazione".

Ma il successo era alle porte.

“Il boom di Sirio fu nel ’94, quando venne annunciata l’introduzione dell’IVA. Lavorammo come pazzi in quel periodo per poter offrire un software performante alle aziende, confrontate con l’esigenza di grandi cambiamenti nei sistemi di contabilità. Fu un vero successo. Due anni dopo iniziammo a programmare in Windows, e da allora Sirio divenne veramente un prodotto standard dal quale è poi nata tutta una serie di verticalizzazioni, di applicativi studiati appositamente per le diverse categorie professionali: fiduciarie, imprese edili, panetterie, carrozzerie, fornitori della grande distribuzione, aziende vitivinicole, concessionarie d’auto, salumifici… Oggi siamo in tredici, tutte persone altamente qualificate, dai programmatori agli esperti contabili, fino ai collaboratori che si occupano del servizio assistenza. Il mio sogno si è avverato. Ma io continuo a sognare, cercando nelle notti serene, quella stella che mi ha portato fortuna”.

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